UN UOMO: ADOLFO PARMALIANA

A 10 anni dalla sua scomparsa, numerose e significative le iniziative per ricordare il Prof.re Adolfo Parmaliana.
Una di queste, nella sua città, Terme Vigliatore, all’Hotel “Il Gabbiano”, un convegno organizzato dall’Associazione “Adolfo Parmaliana” e dalla sua famiglia.
Adolfo Parmaliana, docente di chimica industriale presso l’Università di Messina, segretario dei Democratici di Sinistra nel paese di Terme Vigliatore, dopo essere stato rinviato a giudizio per diffamazione, il 2 ottobre del 2008 si tolse la vita gettandosi da un viadotto della Messina-Palermo nel territorio di Patti. Lasciò una lettera di addio in cui denunciava la connivenza di politici e magistrati con la mafia. La voce di Ivan Bertolami ne recita l’incipit:

“La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna, vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario”.

A ricordare lo scienziato, l’uomo che ha dato un forte esempio di amore per la legalità e che ha lottato con forza e determinazione contro la mafia, sono intervenuti il Prof.re Franco Frusteri, dirigente del Cnr, gli avvocati Mariella Cicero e Fabio Repici, lo scrittore Alfio Caruso ed il giornalista Nino Amadore.
Di forte impatto emotivo l’intervento del sostituto della Procura generale di Messina dott. Lumia che ha portato le scuse di una magistratura assente e sorda.
Presente all’incontro anche il movimento Cirano, con la sezione giovanile, di Oliveri: il Dott.re Francesco Iarrera ha sottolineato la forte carica emotiva che persiste anche a distanza di dieci anni e l’impegno del movimento che vuole ricordare e tenere viva la memoria di un uomo di grande spessore con gesti concreti e iniziative che coinvolgeranno i ragazzi dai 12 ai 17 anni con un laboratorio di Ed. Civica mirato al confronto su alcuni articoli della costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Mi piace chiudere con le parole del Dott.re Iarrera: “C’è solo un modo per superare la morte: restare vivo nella mente di chi rimane vivo”!
MARCO CRISAFULLI

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