Non avere paura del diverso

Da qualche anno a questa parte i flussi migratori sono aumentati notevolmente in tutti i paesi europei e l’Italia passa dall’essere un paese di emigranti ad uno col numero più alto di immigrati. Infitti non possiamo dimenticare i flussi migratori di inizio novecento verso Germania, Francia e America per migliorare le proprie condizioni di vita. Mentre oggi è l’Italia a dover accogliere numerose popolazioni che fuggono dai loro paesi e l’unica cosa possibile è cercare di far integrare nel migliore dei modi queste persone.
Possiamo inoltre affermare che gli immigrati non “rubano” il lavoro agli italiani, come pensano molti di loro e abbiamo anche le prove di ciò che abbiamo affermato, infatti, come risulta da una statistica del 2017 il tasso di occupazione dei migranti è sceso notevolmente negli ultimi anni, mentre la percentuale di occupazione italiana è rimasta invariata. Ma l’integrazione nel nuovo paese è molto difficile per molti di loro, questo problema è stato ed è al centro di numerose campagne elettorali, producendo di contro un processo di politicizzazione facendo diventare il tutto un strategia per il successo del partito. Inoltre questo fenomeno non è avvenuto soltanto nel territorio italiano ma anche in molti paesi come Francia e Olanda dove Democratici hanno avuto dei successi elettorali grazia alle dichiarazioni anti-migranti e con ulteriori critiche contro il multiculturalismo. Per dirla breve questi avvenimenti causano una difficile integrazione nel paese; oltre alle svariate discriminazioni messe in atto dal popolo. Ma il primo passo per compiere l’integrazione di queste persone è iniziare ad accettare il diverso e il luogo dove fondare le basi dell’integrazione sociale è la scuola, in modo da migliorare la collaborazione a non far sentire nessuno escluso. Proprio a scuola i bambini imparano una convivenza civile e pacifica, ma è anche il luogo dove cercare di far sentire i piccoli guerrieri come se fossero a casa loro, ma questa impresa è molto complicata perché per molti di loro vivere in un nuovo paese senza una parte della loro famiglia è molto difficile come testimonia la piccola Xiao Lin. In Italia già dagli anni 80 si è cercato di definire legge in materia di immigrazione, si può notare come la legge del 06/03/1998 n.40 guarda in modo particolare l’integrazione sociale e i diritti e doveri dei migranti facendo emergere la ricerca di nuovi strumenti per il conseguimento di un dialogo con altre culture. Inoltre per i minori, clandestini e regolari viene garantito il diritto allo studio e successivamente vengono riconosciute azioni civili contro qualsiasi atto di discriminazione per motivi etnici, raziali o religiosi perché è il diverso ce fa paura come sostiene “Nolde dietro le maschere delle reciproche paure si fa appello al senso di responsabilità e di solidarietà”. Ma la società deve aprirsi ad una cultura di accoglienza e solidarietà verso i migranti “mostrandosi umani, generosi e accoglienti”, ma dall’altra parte deve esserci un rispetto delle leggi del paese di arrivo. Anche se in mezzo a tutti i migranti ci sono persone senza scrupoli, facciamo appello allo Stato che ci garantisca una maggiore sicurezza e d’altra parte noi cerchiamo di mostrarci più umani e di aprirci ad una visione di un Stato multietnico.

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